PENSO CHE PUBBLICARE UN INTERVISTA A PIER TOSI SUL PROPRIO SITO SIA IL MASSIMO PER TUTTI NOI! ABBIAMO SENTITO SUONARE PIER TANTISSIME VOLTE NEI LOCALI,IN RADIO E ABBIAMO LETTO ALTRETTANTE INTERVISTE ALLE PIù GRANDI VOCI DELLA REGGAE MUSIC DI TUTTO IL MONDO.
IO VOLEVO RINGRAZIARE PIER PER LA SUA SOLITA DISPONIBILITA' E PROFESSIONALITA' CHE LO DISTINGUE DA TUTTI GLI ALTRI!
GRAZIE MILLE PIER.
SANCIO

1)bella pier,la prima domanda riguarda il sottotetto:io come tanti altri ragazzi di ozzano siamo cresciuti tra le mura del sottotetto e in consolle ceri tu che suonavi grandi classici della reggae music come police in helicopter,frankie paul e yellowman mi pare che erano gli anni di liberation,di long long time di jahamali quindi 99-2000 (correggimi se sbaglio) e adesso ritrovarti al sottotetto nel 2007 non può fare che grandissimo piacere alla massive del sottotetto!ci puoi raccontare come stai vivendo questo ritorno nella sala?

Si, gli anni passati da me al Sottotetto insieme a Rude sono stati quelli circa dal 1996 al 2001: purtroppo poi alla fine di quella stagione gli eventi hanno voluto che non facessi più parte della squadra dei deejays del locale ma per me la passione della musica e la volontà di spingere al meglio la reggae music sono comunque continuate attraverso altri vari anni del mio programma radio e tante bellissime esperienze come per esempio le mie dances in Salento o l'esperienza in un gran club come il Vibra di Modena. Il ritorno al Sottotetto dopo sei anni nella nuova location non poteva avvenire meglio perchè i sabati sera sono pienissimi e questa serata è tornata ad essere il classico che è sempre stata.

2)passiamo a una domanda che t spetta di obbligo:soul shake down party ormai sarà come un figlio per tè?:)la prima volta che captai le vibez si ssp fu per caso mentre facevo dello zapping con la rotella di un vecchio stereo e senti un dub dei radice nel cemento seguito da un ispiratissimo everton blender su lalabella riddim dal quel martedi registrai quasi tutte le puntate ogni martedi,c puoi raccontare come è cresciuto nel tempo soul shake down party?

Hai azzeccato il concetto, Sancio: io considero Soul Shakedown Party entrato da poco nel sedicesimo anno di età come una sorta di mia creatura. Ho iniziato alla fine del 1992 quando in Italia c'erano le posse, i primi big sounds italiani muovevano i primi passi e stava crescendo l'interesse per la dancehall poco prima che personaggi come Luciano, Tony Rebel e Garnett Silk riportassero in auge le liriche 'conscious'. Ora è facile comprare singoli giamaicani e CD appena usciti ed è anche facile scaricare grandi quantità di musica nuova da internet ma a quei tempi avere dischi ma anche solo notizie non era facile...dovevi farti spedire dischi e riviste dall'Inghilterra e per i contatti si usavano le lettere perche' internet non esisteva. Non credo sia peccare di immodestia dire che questi quindici anni di studio della musica reggae attraverso tante interviste e l'attività radiofonica abbia un po' contribuito alla grande crescita della scena reggae in Italia a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.
PIERTOSI IN RADIO

3)da tuo amico e fans conosco molto bene i tuoi orientamenti e gusti musicali e anche chi viene a una tua serata si accorgerà facilmente che suoni reggae e molto difficilmente t spingi verso  suoni come la dancehall,come mai prediligi questo stile?ci puoi fare un apanaromica anche molto sintetica della differenze tra i due generi? e secondo tè la dancehall può essere etichettata come reggae?

Caro Sancio mi hai fatto una domandona: innanzitutto devo dire che non ho niente contro la dancehall e credo assolutamente che come espressione della comunità musicale giamaicana rappresenti una parte importante del reggae attuale nonostante i suoi alti e bassi. Anche se ho un coinvolgimento 'professionale' devo dire che la mia mentalità è sempre quella di un appassionato di musica e la passione mi porta verso le 'vibes' che mi hanno cresciuto e cioè Bob Marley, il roots degli anni '70, i ritmi 'one drop' (ma anche lo ska ed il rocksteady) e l'attitudine 'conscious' che c'era nelle cose migliori di quel periodo. Tra l'altro ascoltare e valutare tantissima musica quando hai sempre poco tempo a disposizione ti porta inevitabilmente a valorizzare di più le cose che il tuo cuore sente maggiormente e nel mio caso parliamo dell'attitudine che porta avanti quella tradizione di cui ti ho parlato che per fortuna ultimamente ispira tanti nuovi artisti come per esempio Tarrus Riley, Pressure o il nostro Al Borosie. In realtà molte cose dancehall non mi dispiacciono e cerco comunque di informare di tanto in tanto in questo senso anche i miei ascoltatori anche se quando mi occupo di dancehall mi sento come se vestissi degli abiti che non mi vedo addosso...Al di la delle generalizzazioni comunque spesso gli artisti dancehall sono veicolo di messaggi negativi (attenzione: non sto condannando tutta la scena dancehall) e per questi ho solo parole di rifiuto e di condanna. Mi chedi anche di tracciare le differenze tra i due generi: il 'one drop' reggae è musica più legata alla tradizione anche dal ritmo classico del reggae, il cosiddetto 'one drop' che comunque negli anni settanta era il 'dancehall style' del periodo. E' musica che ha come riferimenti brani classici del passato ed una attitudine specifica anche se poi ci sono produttori come Don Corleon che riescono ad introdurre elementi nuovi ispirandosi per esempio alla urban black music attuale. Il reggae è sempre comunque stato legato alla fisicità del ballo e c'e' un filone che dagli anni ottanta fino ad oggi ha spinto l'acceleratore sulla potenza ritmica per soddisfare i frequentatori delle dancehall di Kingston. Anche la dancehall ha visto all'azione grandi sperimentatori come King Jammys, Sly & Robbie, Steelie & Clevie o Lenky Marsden ed ha dato al mondo artisti di enorme successo come Beenie Man, Shabba Ranks, Sean Paul e Shaggy.  

4)stacchiamoci un attimo dal reggae.....è vero che sei un collezionista non solo di reggae music ma anche di funk e soul?ci puoi spiegare un pò le tue preferenze?


Magari collezionista è una parola grossa perchè il reggae assorbe parecchie delle mie energie in questo senso ma cerco in effetti di ascoltare quanta più black music mi riesce. In breve le mie preferenze vanno ai classici del soul e del funk come James Brown, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Curtis Mayfield, Donnie Hataway e tanti altri...Cerco di seguire anche il movimento neo-soul di personaggi come Angie Stone, Erykah Badu, Anthony Hamilton, Bilal, etc...Al di la del fatto che è ottima musica la conoscenza della black music ti permette di comprendere meglio l'origine del reggae in termini di influenze ed anche l'influsso che la musica statunitense ha sempre avuto ed ha tuttora sulla musica giamaicana.

5)ti pongo la stessa domanda che hai fatto a Rodigan quando è venuto a bologna in ottobre.....c dici la tua playlist dei 5 pezzi correnti che preferisci?

Questa è la domanda che mette in crisi un deejay per cui cerco di rispondere più di getto che posso perche' tra due minuti i pezzi cambierebbero:
Al Borosie - Sound Killa
Pressure - Ghetto life
Tarrus Riley - Stay with you
Shaggy/Tony Gold/Rik Rok - Bonafide Girl
Gentleman - Hosanna

6)qualè la danz che ricordi di più?il concerto più bello?l'intervista più bella?e mi riservo di essere egoista nel chiedertelo il tuo jingle preferito(io sono un grande estimatore dei tuoi jingle ,molto più di tutti i dubplate che girano)

Anche qui meglio rispondere di getto: le mie dances alla spiaggia di Mamanera in Salento con l'incredibile alba dal mare come conclusione con la gente che balla ancora ed il mini-tour in Germania con SOS Jamaica...il primo concerto inglese in assoluto di Anthony B a Londra undici anni fa con di seguito un fantastico concerto di Cocoa Tea sullo stesso palco...i jingles di Turbulence e Glen Ricks registrati direttamente dalla consolle dello studio piccolo degli Anchor Studios di Gussie Clarke a Kingston con il sottoscritto presente...praticamente come vivere in un film...
PIERTOSI IN SESSION AL MAMANERA

7)Ultima domanda..........in molti ti considerano ed io per primo come una biblioteca del reggae,seguendo ssp è facile capire il tuo grande amore per la musica reggae e sopratutto la grande professionalità con cui svolgi il tuo lavoro,dalla playlist sempre aggiornata alle tantissime interviste a tutta la trasmissione nel suo complesso,a me colpisce molto quando racconti gli aneddoti riguardanti le canzoni coma la linea di basso di three little bird e le session con tutti i musicisti in studio quindi in modo molto naturale e semplice ti vorrei chiedere:"pier mi racconti come è iniziato tutto?e come sei arrivato fin qui!


L'inizio risale nel periodo tra infanzia ed adolescenza a metà degli anni settanta quando le cose ti prendono d'istinto e poi in seguito non sei capace di spiegarle perchè hai in parte perso quella vitale ingenuità...mi ricordo che ero letteralmente ammaliato da Bob Marley, Peter Tosh ed il reggae, tenevo tutti gli articoli di giornale che parlavano di questa nuova musica che arrivava dalla Giamaica. A circa quattordici, quindici anni compravo i miei primi albums di Bob Marley, Third World, Aswad, Steel Pulse, Linton Kwesi Johnson, Black Uhuru...tutta musica che tuttora mi mette addosso gli stessi brividi di quei tempi magari accresciuti dalla nostaglia...In seguito ho ascoltato anche un sacco di rock ma il reggae è sempre rimasto come amore allo stato latente finchè poi non ho iniziato a fare radio e scelto di fare quello che io avrei voluto ascoltare alla radio ma non c'era e cioe' un programma reggae. Da quel momento ho vinto alcune timidezze ed ho iniziato a fare interviste agli artisti e letteralmente a studiare il reggae anche da fonti non facilmente reperibili qui in Italia e fino ad oggi è stato un passo dopo l'altro..
INTERVISTA A CURA DI SANCIO