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SIMONE lotta ANCORA |
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Il Prof. Angelo Stellona in una lettera alla redazione di ozz.com spiega come il caso di Simone dovrebbe far discutere sulla gestione dei canili anche in Italia. CANILI COME "EL REFUGIO" ESISTONO ANCHE IN ITALIA! Quando sono venuto a conoscenza dell’esperienza di Simone Righi, non mi sono stupito gran che. A prescindere dall’ingiustizia che questo ragazzo ha subito e sta subendo, e per la quale ha tutto il mio affetto e la mia vicinanza, in questo post vorrei soffermarmi sulla questione CANILE. Molte delle persone che stanno seguendo il caso di Simone, si sono scandalizzate dall’orribile gestione del canile di Cadice ed alcuni hanno addirittura proposto di boicottare la Spagna, in quanto paese incivile, visto come tratta gli animali. A me piacerebbe discutere su come l’Italia tratta i cani e ragionare su che cosa ognuno di noi potrebbe fare per arginare, almeno in parte, la triste gestione dei canili affinché la brutta storia di Simone e dei suoi cani possa essere un momento di riflessione e di crescita per tutti. Innanzitutto, ecco cosa dovrebbe essere per me un canile: un luogo di reintegrazione dell’animale nella società, in cui il cane si ferma poche settimane e durante tale periodo mantiene un contatto con l’essere umano, è importante che sia toccato, accarezzato, che gli si parli; che venga educato nella maniera più basilare, insegnandogli a non saltare addosso alle persone e ad andare al guinzaglio; che gli si garantisca una dignità permettendogli di vivere pulito e in luogo privo di escrementi; che riceva adeguate cure mediche e cibo. Purtroppo questo non accade nella maggioranza dei canili (alcuni canili invece lavorano molto bene, grazie anche ai volontari, bisogna riconoscerlo. Non me ne vogliano, ma qui mi soffermerò solo sui canili a cattiva gestione...). Bene, come sopravvive un canile? I canili ricevono delle sovvenzioni dai comuni, in altre parole ricevono tot euro al giorno per cane ospitato (da 2 a 7€ al giorno). Inevitabilmente mi chiedo: il gestore del canile, o l’associazione che ne ha l’appalto, guadagna di più se in canile ci sono tanti cani o pochi cani? Al gestore conviene dare in adozione gli animali o tenerli in gabbia, in questo modo continuando a ricevere le sovvenzioni dai comuni? Lascio che ognuno di voi risponda a questa domanda. “…Sull’abbandono degli animali si è innestato un giro di affari stimato intorno ai 500 milioni di euro: alcuni privati hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni miliardarie con amministrazioni locali compiacenti, spesso aggiudicate con gare d’appalto al ribasso d’asta, alle quali corrispondono strutture fatiscenti, veri e propri lager dove è impedito l’accesso e i cani non usciranno mai. 2,5 milioni di euro l’anno è la stima delle possibili “entrate” annue, tramite le convenzioni, di un canile con 1.000 cani a diaria di 7 euro a cane. Secondo una stima per difetto della LAV sono circa 550.000 i cani rinchiusi nei canili…” (Rapporto Zoomafia 2006, LAV) Nella maggior parte dei canili, non c’è nessun professionista che si occupi del benessere dei cani. Per benessere non intendo solo garantire cibo e cure mediche, per le quali vi è il veterinario, ma anche ciò che ho scritto sopra. Anzi, attualmente si tende a far leva sull’aspetto pietoso del canile, si segue una sorta di pietismo cattolico per cui si vuole aiutare il cane messo peggio e magari più difficilmente gestibile, dimenticandosi di tutti quegli animali che sarebbero ottimi compagni ma che forse sono destinati a passare la loro vita in gabbia. Detto questo, invito tutti a continuare a seguire il caso di Simone e del canile di Cadice in quanto emblematico di un problema così grande e dimenticato ma invito tutti anche ad informarsi su quello che succede vicino a noi. Cercate delle notizie sul Canile Municipale di Bologna, informatevi su chi lo gestisce ora, informatevi sul sequestro del Canile di Bologna avvenuto l’11 novembre 2005 e sul perché sia stato sequestrato, e condividerete forse con me che sarebbe opportuno occuparsi anche di quello che accade a pochi km da casa. La mia non vuole essere una battaglia contro i canili, ma una battaglia contro quei personaggi che stanno dietro ai canili di “cattiva gestione” (compreso evidentemente quello di Cadice), ed un invito a tutti all’informazione. Molti di voi ora si staranno chiedendo cosa fare concretamente. Prima di tutto STERELIZZATE il vostro cane, non fatelo riprodurre perché aumentereste in maniera indiretta il numero di cani nei canili! Facciamo un esempio: la vostra cagna partorisce 8 cuccioli; ammesso che riusciate a sistemarli tutti, ipotizziamo che 4 degli 8 cani si riproducano nuovamente e daranno vita per esempio e 5 cuccioli a testa, un totale quindi di 20 cani, più i 8 che erano nati dalla vostra cagna, più i 4 che non si sono riprodotti. Bene, questo significa che nell’arco di qualche anno ci saranno ipoteticamente 32 cani nati da un’incuranza o dall’egoismo di avere una cucciolata in casa (d’altronde, sono così carini i cuccioli!) e che, se non sterilizzati, continueranno a riprodursi. E’ un’utopia pensare di poterli dare tutti in adozione, qualcuno finirà sicuramente in canile, e magari ci passerà tutta la vita. Siate dei proprietari di cani responsabili! Sterilizzate! Guardatevi questo video per capire cosa intendo: http://www.brightlion.com/InHope/InHope_it.aspx Oltre alla sterilizzazione, vorrei che si uscisse dalla logica pietistica su cui i canili fanno leva. Vorrei che si incentivasse l’adozione di tutti quei cani che possono essere degli ottimi compagni. Non è vero che nei canili ci sono solo animali ingestibili o malati. In definitiva, mi piacerebbe che questo post fosse uno spunto di ragionamento e discussione. Un grazie ai ragazzi di Ozzangeles.com per l’interesse a questi temi. SIMONE LIBERO! |
La storia di SIMONE |
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Simone aka "Il Bruto" e Anna sono partiti da Ozzano con i loro tre cani per la Spagna. In seguito alle indagini e alle denuncie fatte da Simone e Anna si è scoperto che gli animali venivano uccisi con un paralizzante muscolare a basso costo (con 35 euro ne ammazzavano 10 tonnellate) che li uccideva soffocandoli lentamente mentre gli animali rimanevano coscienti. In seguito al pagamento di una cauzione di 4500E e alle pressioni internazionali Simone Righi è uscito dal carcere, le denuncie sue e di Anna, che ha fatto un ottimo lavoro sui media, hanno obbligato l'amministrazione a chiudere il canile-lager. Attualmente non può lasciare la Spagna perchè deve ancora tenersi il processo a suo carico ma certamente chi come lui decide di mettersi in gioco davanti a un'ingiustizia non può che essere preso da esempio in questa landa dove nessuna voce comune ha più cittadinanza tra i parassiti che gestiscono il potere. |
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